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Grande Anello dei Sibillini. It. n° 8 Colle le Cese-Campi Vecchio.

Sviluppo: km 19,500.- Dislivello complessivo salita: m 449.- Dislivello complessivo discesa: m 1089.- Tempo di percorrenza: ore 6-6,30.

Punti di appoggio e ricezione in prossimità del Grande Anello.      Colle Cese: Hotel "Kapriol" (Forca Canapine) tel. 0736 808119; Albergo "Arquata" (Forca Canapine) tel. 0736 808112; Rifugio delle Guide (Forca Canapine) tel. 0743 823012, Albergo "Canapine" (Forca Canapine) tel. 0743 823005, Rifugio "Perugia" (Forca Canapine) tel. 0743 823019.    Campi Vecchio: Struttura Parrocchiale (Campi) tel. 0743 82019, Affittacamere "Biancofiore" (Piedivalle) tel. 0743 939319,  Bettini Letizia (Todiano) tel. 0743 938020, Hotel "Agli Scacchi" (Preci) tel. 0743 99221, Hotel "Grotta Azzurra" (Norcia) tel. 0743 816513, Hotel "Garden" (Norcia) tel. 0743 816687, Hotel "Hermitage" (Norcia) tel. 0743 829177, Agriturismo "Il Casale nel Parco" (Norcia) tel. 0743 816481, Agriturismo camping "Il Collaccio" (Preci) tel. 0743 939005, Agriturismo "Camperato" (Preci) tel. 0743 939033.

D'inverno.                                                                                                                                  Il percorso presenta le caratteristiche dell'alta montagna e pertanto va affrontato da persone esperte: conoscenza delle tecniche di progressione su neve e ghiaccio, per chi procede a piedi, o buona dimestichezza con gli sci. Si tagliano infatti a mezza costa canali e pendii che possono presentare tratti ghiacciati o, in caso di recenti e abbondanti nevicate, rischio di distacchi. Più che mai importante quindi valutare la stabilità del manto nevoso nell'organizzazione dell'escursione.

Descrizione.

Sul lato Ovest del rifugio (opposto a quello d'arrivo) parte evidente, tenendosi a monte della strada asfaltata, una larga traccia che sale lievemente il versante entrando nella fitta faggeta (pali Enel). La traccia, ora più evidente, volge in salita poi verso destra sul crinale che si segue tenendosi sulla destra tra le macchie alberate e raggiungendone il filo (attenzione ai segni bianco-rossi). In breve ci si sposta sulla destra della cresta dove si imbocca l'evidente intaglio che porta alla stazione d'arrivo dello skylift, che si supera seguendo il sentierino fino ad una larga sella dalla quale ci si porta sul lato destro della dorsale erbosa. Su traccia evidente si raggiunge il vasto piazzale parcheggio del Rifugio Monti del Sole (1574 m, ristorazione, bar). A sinistra del rifugio, su sentierini esili e confusi da tracce delle greggi, si aggira, tra pali Enel, il versante Sud del tondeggiante M. Cappelletta. Abbassandosi ad una piccola sella si imbocca il sentierino che continua a traversare ora sul lato Ovest del monte poi, oltre un crinale, tenendosi a monte del sottostante fabbricato recintato, si guadagna la strada asfaltata nel punto in cui scavalca la dorsale per scendere ai Piani di Castelluccio (Valico di Castelluccio, 1520 m, 1,10 ore). A sinistra, più in basso, c'è il Rifugio Perugia (pernottamento e ristorazione,bar). Traversata la strada si riprende sul lato opposto immettendosi sulla pista che guadagna il filo del crinale (stupendi panorami su Castelluccio, il gruppo del Vettore-Redentore ed i sottostanti Piani, solcati dall'evidente inghiottitoio) e continua fino ad aggirare a destra il M. Ventosola scendendo poi in prossimità della successiva sella. Ora non prendere la traccia che risale direttamente la cresta ma quella che si tiene in quota sul versante destro e che, in circa 2,5 km raggiunge la zona "le Tre Fonti" (in realtà ce ne sono due). Risaliti gli scalini si guadagna la selletta erbosa che divide M. Valle Sirica da Colle Tosto, lascia sulla sinistra M. Fusconi e si tiene a sinistra della crestina successiva per incontrare alla selletta seguente la diramazione (a destra) per Castelluccio (1743 m, 2 ore). Ignorare tale bivio (a meno che non si voglia visitare il paese che si raggiunge in 1,15 ore) e proseguire a sinistra della dorsale finchè si raggiunge la larga sella successiva, dove il sentierino diviene poco visibile (attenzione a segni e paletti). Si risale comunque il crinale tenendosi sulla destra, in direzione di una traccia di fuoristrada che dirige sul lato destro del sovrastante M. delle Rose. Occorre però portarsi a sinistra non appena una traccia (paletti) inizia a delinearsi tra l'erba per diventare sentiero inciso ed evidente fino a raggiungere la netta insellatura che divide il M. delle Rose dal M. Patino (Forca di Giuda, 1794 m, 40 minuti; la vetta di M. Patino è raggiungibile , per chi vuole,in 10 minuti). Ci si abbassa ora sul lato opposto seguendo la larga e diagonale traccia erbosa; al primo tornante a sinistra si lascia tale traccia che scende nella Valle Cerasa per tenersi in quota sul ripido versante erboso. Un sentierino l'attraversa poi scende all'insenatura seguente dove si volge a sinistra a risalire diagonalmente il successivo pendio erboso (versante Sud di M. Fausole). Aggirato il crinale si continua a percorrere in quota il versante abbassandosi infine diagonalmente per entrare in una macchia dove si scende e si raggiunge un'opera di presa recintata, con fonte-abbeveratoio(1645 m). Tenendosi a sinistra del recinto ci si abbassa ancora fino alla sottostante valletta che si segue sul fondo per poi lasciarla prendendo a destra a traversare ancora (attenzione ai segni bianco-rossi) fino ad aggirare il crinale. Si supera un fossetto e si raggiunge infine una cresta caratterizzata da roccette, che si segue tenendo il sentierino alla sua sinistra. Raggiunta una sella erbosa (1500 m, 50 minuti) ci si porta sul lato destro della cresta su sentierino qui poco evidente che, in lieve discesa, porta ad aggirare, tra roccette, l'ultimo rilievo per poi iniziare a scendere decisamente. Ora con svolte inizialmente strette poi sempre più larghe si scende il vasto pendio breccioso (Costa Cognola) convergendo sulla destra, ai margini del bosco, dove si imbocca la larga pista che, su spesso strato di foglie secche, percorre il sottobosco in ripida discesa fino a raggiungere il fondo della Valle delle Grotte. Si scende ora lungo il fondovalle, tra bosco e radure aperte; nell'incrociare un netto sentiero che sale verso sinistra lo si percorre in discesa mentre si porta sul versante destro della valle, che si fa sempre più roccioso. Il sentiero si mantiene in quota poi inizia a spostarsi ancora a destra, nel bosco ceduo, fa numerose svolte ed infine rasenta i ruderi di Castelfranco (ai quali si sconsiglia di accedere finchè non saranno effettuati lavori di consolidamento) raggiungendo infine il largo sentiero che proviene dalla sottostante frazione di Capo del Colle. Ora si risale sulla destra, si traversa il Fosso della Bandita abbassandosi poco prima ed infine, su esile sentierino poi su gradinata finale, si raggiunge la strada poche decine di prima di Campi Vecchio, sede del rifugio (875 m. 1,50 ore).

Itinerario sconsigliato ai bambini. Avere un abbigliamento e calzature adatte all'escursione qui proposta. Avere con se abbondanti scorte d'acqua.